La mattinata si è aperta con i saluti di Alessandro Bertocchi, che ha presentato i relatori, le regole per i tre crediti formativi, i webinar del pomeriggio e il bonus per chi segue l'intera giornata: un corso con due crediti il 24 novembre. Andrea Ballocchi, giornalista e moderatore, ha poi inquadrato il tema: in Italia e in Europa il riscaldamento domestico dipende ancora in gran parte dal gas, e le vie per cambiare passano dall'elettrificazione con le pompe di calore, dal teleriscaldamento, dai sistemi ibridi biomassa-solare e, in prospettiva, dall'idrogeno verde.
Federico Musazzi, segretario di ASSOCLIMA, ha presentato la pompa di calore elettrica come tecnologia centrale della transizione: prodotta in larga parte in Italia e in Europa, conveniente quando il rapporto fra prezzo dell'elettricità e del gas resta sotto la sua efficienza stagionale, sostenuta da un mercato che raddoppia le vendite in tempi sempre più brevi. Ha richiamato la crescita del raffrescamento, la flessibilità di bilancio, il Piano sociale per il clima e il legame con la ventilazione meccanica e la qualità dell'aria interna. Simone Buffa, di R2M Solution, ha mostrato come accumulo e controllo intelligente rendano flessibile un edificio con pompa di calore: con i progetti europei HYSTORE e ClimaFlex ha presentato gli accumuli a cambiamento di fase, più compatti dei serbatoi ad acqua, e un caso di uffici in cui la massa dell'edificio è stata usata come batteria.
Simone Rossi, vicepresidente di AIRU, ha descritto il teleriscaldamento italiano: oltre 430 reti che coprono appena il 2,7% della domanda residenziale, concentrate nel Nord, con un mix già fondato su cogenerazione e rinnovabili e una crescita legata a incentivi stabili. Ha insistito sul ruolo delle reti nei centri storici, dove permettono di decarbonizzare senza toccare gli edifici, e ha portato il caso di Ferrara, dove il raddoppio dei pozzi geotermici lascia alla caldaia un ruolo di riserva. Giulia Rudello, di AIEL, ha difeso la biomassa legnosa come fonte rinnovabile e locale, a condizione di sostituire i generatori vecchi e inquinanti; ha passato in rassegna l'aggiornamento del DM 186/2017, gli incentivi disponibili e il caso di una villa con caldaia a legna e fotovoltaico, simulato in Lombardia e in Toscana.
Annalisa Vita, direttore dell'Area tecnica della Provincia di Modena, ha raccontato l'impianto che riscalda con idrogeno verde prodotto in loco la palestra dell'istituto Meucci di Carpi, indicata come primo edificio in Europa riscaldato a idrogeno: fotovoltaico sulla copertura, elettrolizzatori, stoccaggio e una caldaia pronta per l'idrogeno puro, oggi alimentata con una miscela al 20%. Ha spiegato il lavoro fatto con i Vigili del fuoco in assenza di norme e il certificato di prevenzione incendi ottenuto nel 2024. Ha chiuso gli interventi lo spazio dedicato alla startup: Luigi Tischer ha presentato Prometheus, che studia le reazioni nucleari a bassa energia per produrre calore senza i limiti delle pompe di calore, e ha risposto alle domande del moderatore su tempi, motivazioni e mercati possibili, senza indicare date per un prodotto commerciale.
Prima della chiusura Bertocchi ha presentato con un breve video i webinar del pomeriggio e il moderatore ha rivolto due ultime domande: a Giulia Rudello sulle proposte portate da AIEL alla Camera per la filiera bosco-legno-energia, a Simone Buffa sul rapporto fra accumuli e incentivi e sugli accumuli stagionali a scala di distretto. Bertocchi ha poi ricordato il programma: RRI alle 13.15, Hoval alle 14.30 e Xylem alle 15.45.

















































