La mattina si è aperta con Alessandro Bertocchi, che ha presentato i quattro relatori, le regole per i 2 crediti formativi e i webinar del pomeriggio dagli stand delle aziende partner. Il filo del convegno era uno: il progettista deve poter dimostrare quello che firma.
Rossella Esposti, direttore tecnico di ANIT, ha messo in fila ciò che è già cogente e ciò che è soltanto annunciato: il DM 28 ottobre 2025 sui requisiti minimi, in vigore dal 3 giugno 2026, i nuovi obblighi di fonti rinnovabili del DLgs 5/2026 per i titoli edilizi richiesti dal 3 agosto 2026 e i nuovi CAM edilizia, mentre la direttiva Case Green non è ancora recepita. Ha ricordato che, quando l'obbligo non è tecnicamente possibile o economicamente conveniente, il progettista lo motiva nella relazione tecnica.
Mario Pinoli, CEO di Greenwich – a SOCOTEC Company, ha spiegato che la dichiarazione ambientale di prodotto non è un allegato ma un dato che il progetto prescrive, la direzione lavori verifica e gli atti conservano: va chiesta specifica del prodotto, verificata da terza parte e prima dell'ordine.
L'architetto Gianni Terenzi ha spostato il confronto tra edilizia convenzionale e bioedilizia dal materiale al rapporto tra costo e valore, con confronti tra isolanti a parità di prestazione, due casi di cantiere e il video di un nido aziendale realizzato con materiali naturali.
Paola Triaca ha chiuso con un esempio teorico di Conto Termico 3.0 per la centrale termica di un edificio comunale: prima il calcolo del fabbisogno, poi la scelta dell'impianto e dell'incentivo, infine la verifica dei consumi. Nel pomeriggio Allplan, AMV, Greenwich e Stabila hanno mostrato dai loro stand l'intelligenza artificiale nella progettazione, il percorso dell'EPD e un sistema di muratura monostrato senza cappotto.
































